Comunque vada sarà un successo!

Cari genitori con prole al 5° anno di scuole superiori …. habemus materie di seconda prova!

Giovedì 28 gennaio non è stato un giorno “leggero” per i 18/19enni che fra pochi mesi dovranno affrontare l’esame di maturità: ansia, trepidazione, nervoso, aggiungerei anche paura.

1) “Secondo me esce inglese, me lo sento”

2) “Con il culo che mi ritrovo esce greco, sicuro”

3) “Se esce inglese non mi presento”

4) “Io lo so …. sarà inglese e io sarò bocciato, è la matematica che lo dice, un’equazione, io non sto all’inglese come mia mamma non sta alla cucina”

5) “Ti prego Erica, il giorno della seconda prova, appena hai il testo mandami le risposte tramite whatsapp”

(per me la 4 è stata la migliore sentita ieri)

Ebbene, al liceo linguistico è uscito INGLESE!

Ci tengo a ringraziare la ministra Giannini perché da oggi la mia vita lavorativa si è appena trasformata in inferno: GRAZIE, di cuore.

Nell’ordine, nei prossimi giorni assisterò a: lamentele infinite (quelle direi sono diventate un elemento permanente), sudorazione eccessiva (ricordiamoci sempre che siamo a febbraio), scene di panico, secchezza alla gola con relativa perdita temporanea dell’uso della parola, stati confusionali e pianti. Il pianto generalmente si presenta intorno a fine aprile – primi di maggio, quando ormai la consapevolezza degli studenti che “i giochi sono fatti” diventa realtà.

Tutto questo non vogliamo unirlo alla “pratica tesina”? Eh sì, l’amata e allo stesso tempo odiata tesina, quel plico di fogli che tu, da studente, pensi ti possa salvare all’orale …. Tutti (studenti, genitori, perfino i bidelli e i muri) sanno che conta poco e niente, ma ogni anno è sempre la solita storia: “tanto c’è la tesina, me la chiederanno no?”. Tesori miei, certo che ve la chiederanno, come vi chiederanno altre decine di domande diverse e non per forza di cosa collegate alla tesina. Fatevene una ragione, dovete arrivare all’esame preparati.

Se queste esternazioni vi hanno fatto sorridere, penso sorriderete meno ripensando all’anno in cui voi avete sostenuto l’esame di maturità. Se come me eravate i cosiddetti “secchioni” non l’avete vissuta bene. NO. Mi ricordo il periodo da maggio all’esame come fosse ieri: l’ansia comincia a salire, la tesina è pronta (ovviamente da un mese – sei una secchiona…..), vorresti non dimenticarti nemmeno una virgola dei tuoi appunti e cominci a fare incubi notturni. images

Vita notturna: nei sogni li vedi tutti lì, i professori, uno a fianco all’altro, con sguardo inquisitore e mitragliatrice nascosta dietro ai fogli, che iniziano a massacrarti di domande anche in lingue sconosciute e sogghignano compiaciuti ad ogni tuo errore.

Vita “diurna”: gli ultimi giorni sono estenuanti, cerchi di incamerare ogni tipo di informazione, arrivi a voler parlare di materie che nemmeno insegnano nella tua scuola (“e se me lo chiedono?”). Ripassi letteratura, non riesci più a capire che cosa ha scritto D’Annunzio e cosa Leopardi, ma soprattutto … “Chi è Leopardi?”

E arriva il giorno della prima prova, poi quello della seconda e ancora della terza. Ce l’hai quasi fatta, manca solo l’orale. L’orale….. la parte più angosciante della mia carriera scolastica: il giorno prima sono riuscita a bere 9, dico 9 caffè. Non stavo bene, decisamente no. images (1)

Ma come tutte le cose, anche questa “faticaccia” finisce, ti diplomi e pensi che un’esperienza così brutta non ti ricapiterà mai più… Eh no, da brava secchiona manca l’università….

Comunque, se c’è una cosa che ho imparato dopo la maturità è che farmi venire l’ansia non mi ha portato a nulla. C’è voluto un pochino di tempo ma l’ho imparato e cerco di trasmettere questo atteggiamento anche ai miei studenti maturandi. A volte ci riesco, altre volte …. beh, no. Ma come posso giudicarli? Chi sono io per farlo? Mi basta ripensare al mio 5° anno e le loro reazioni mi sembrano adeguate, comprensibili, giustificabili, NATURALI. D’altronde si tratta della loro prima vera sfida e come tutte le sfide quel pizzico di paura, tensione miste ad adrenalina sono del tutto normali, oserei dire indispensabili. Una sola cosa dico ai miei studenti:

keep-calm-and-comunque-vada-sara-un-successo-5

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