#èSuccessoDavvero?

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Tornati dalla prima tappa dei mercatini di Natale, siamo pronti a partecipare a questa Challenge tra blogger ideata da M.&P. di A Tourist Abroad.

Ringraziamo in primis Tiziana (il suo blog è lavaligiainviaggio) per averci invitati a partecipare.

Come richiesto, ecco le regole del “gioco” :

  1. Usare l’immagine del tag originale.
  2. Nominare le menti del tag (e rispettivo link).
  3. Inserire tra i tag dell’articolo #èsuccessodavvero.
  4. Raccontare le 3 stranezze accadute in viaggio: 2 vere, 1 inventata.
  5. Inserire alla fine di ogni aneddoto la frase “…è successo davvero?
  6. Taggare almeno 5 blog.
  7. Prima di giocare, tentare di indovinare quale sia il racconto falso di chi vi ha taggato. Tiziana, ormai il tuo fake è stato svelato, ma ci consoliamo con il fatto che anche noi avevamo pensato alla terza storia 😆

#èsuccessodavvero di Rivogliolabarbie

A) Attenti al gatto!

Voglia di passare il Natale e il Capodanno 20…. in Romagna = 0. Quindi? Partiamo per Vienna! Tipico paradiso tropicale no? images (1)

Temperature polari a parte, dopo una visita al meraviglioso castello di Schönbrunn ci dirigiamo verso lo zoo, a pochi minuti a piedi di distanza. Fra scimmie, pinguini, tigri siberiane ed elefanti africani, arriviamo alla vasca dei leoni marini dove manager decide di restare per alcuni minuti anche per riposarsi un po’, seduto su una panchina. Me ne sto allegramente con il naso appiccicato al vetro della vasca, ammirando questi splendidi esemplari volteggiare nell’acqua quando sento grida di terrore provenire dalla panchina.

  • “Erica, un gatto mi è salito sulle gambe! Toglimelo subito!”

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Ovviamente mi giro e ciò che mi trovo davanti è lo sguardo terrorizzato di manager con un adorabile gattino tigrato che era balzato sulle sue gambe in cerca di coccole (e, secondo me anche di un po’ di calduccio – viste le temperature…). La mia reazione è stata ovviamente quella di mettermi a ridere perché non credevo che un gattino come quello potesse incutere un tale timore al mio allora ragazzo. Ciò che non sapevo (allora) era che manager è allergico al pelo di gatto… Non ci è voluto molto prima che lo scoprissi, visto che nel giro di pochi minuti il suo viso iniziò a diventare tutto rosso e lui cominciò a grattarsi come un ossesso. Chiamo un responsabile dello zoo e fortunatamente in inglese riesco a spiegargli la situazione. L’ambulanza arriva nel giro di 10 minuti (che efficienza questi austriaci!) e ci porta nell’ospedale più vicino dove viene curato e rimesso in piedi nel giro di mezzora.

Spavento a parte, tutto si è risolto per il meglio.

Secondo voi, ….è successo davvero?

B) Giro in Vespa al Lago Trasimeno

E fu così che approfittammo di un bel cofanetto Smartbox per trascorrere un bel weekend in Umbria. Era da tempo che volevo andare al Lago Trasimeno e, dopo tanta insistenza, manager aveva deciso di accontentarmi. Santo uomo eh? images (1)

Prima di partire, tuttavia, decisi di sbirciare qua e là su internet alla ricerca di un qualcosa da fare di alternativo e … voilà! Mi imbattei in un sito di un’azienda che noleggiava le Vespa lungo il Lago Trasimeno. Scattò l’amore a prima vista e scattò anche la prenotazione (ovviamente!).

In una giornata un po’ nuvolosa prendemmo quindi possesso della nostra Vespa gialla e iniziammo a girare il lago (nemmeno fossimo in “Vacanze Romane”…).

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Tutto procedeva liscio come l’olio: ci fermammo nei vari paesini per un caffè, il pranzo o semplicemente ad ammirare il panorama e farci un giretto. A nemmeno 10km dal nostro rientro, nel bel mezzo di una “graziosa” strada di campagna, iniziammo però a notare un certo rallentamento della nostra vespetta, rallentamento che in meno di 50 metri si tramutò in uno stop.

Ruota bucata! Ma che bucata, squarciata! Solita fortuna! Va da sé che manager sentì l’impellente bisogno di sottolineare che il giro in vespa (che fino a quel momento si stava godendo tantissimo e di cui tesseva le lodi) era stata una mia idea e che – cito testualmente – “lo sapevo che sarebbe andata a finire così”. Il mio contare fino a 100 fu sufficiente per non scatenare il putiferio e per riprendere le fila della situazione. Cercai il numero di telefono della proprietaria del “vespa-noleggio” e provai a chiamarla. NESSUN SEGNALE, idem per il telefono di manager.

Farsela a piedi sarebbe stata troppo lunga e faticosa, quindi suggerii al mio caro maritino di sbollire la rabbia facendosi una bella camminata alla ricerca:

  1. di una zona dove il segnale del cellulare potesse resuscitare
  2. di un essere umano che potesse aiutarci

Aspettai per oltre mezzora il suo rientro e quando lo vidi spuntare da dietro una fila di alberi era in compagnia di un anziano signore munito di bicicletta con annesso carretto per il trasporto di non so bene cosa e tutto mi fu subito chiaro: avremmo raggiunto il negozio del noleggio seduti sul carretto con il vecchietto alla guida della sua bici “fiammante”.

Il tragitto fu a tratti esilarante e a limiti dell’incredulità, ma arrivammo a destinazione tutti interi, con qualche livido qua e là dovuto alle varie buche sulla strada.

….è successo davvero? 

Incontri ravvicinati sul terzo binario …

Dobbiamo ammettere che il nostro viaggio a Vienna, per quanto stupendo possa essere stato, si è rivelato essere anche quello più “turbolento”. Dovete sapere che a Vienna non ci siamo andati in aereo, bensì in treno. Unico inconveniente? L’arrivo del treno a Bologna previsto in piena notte e annessa attesa di 3 ore dentro la stazione prima di poter tornare a Rimini….ma quando si è giovani ….si fanno anche queste cose, no?

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Comunque …. al nostro arrivo a Bologna, una volta scesi dal binario, decidiamo di andare subito nella sala d’attesa della stazione, un luogo non molto confortevole ma se non altro al coperto e al “sicuro”. Lungo il binario che ci porta alla sala vediamo arrivare nella nostra direzione un ragazzo e una ragazza, uno più barcollante dell’altro, palesemente sotto effetto di alcol o peggio. Speriamo invano di poter passare senza che ai due “fenomeni” non venga voglia di – come definirlo – intrattenersi.

Ecco che la donzella mi si pianta davanti e con sguardo alla “so cosa hai fatto” mi dice:

“Hai finito di fissare il mio ragazzo? – Eh, guarda che ti strappo tutti i capelli, sai!?!”

Ora, il suo lord non era sicuramente degno di nota e se c’è una cosa che le persone devono proprio evitare di toccarmi sono proprio i capelli. Di fronte al mio non rispondere e cercare di proseguire per la nostra strada, la donzelletta cerca di prendermi per i capelli, scatenando così la reazione di manager e del sopracitato lord che – neanche a dirlo – ci voleva mettere del suo.

Tentiamo invano per alcuni istanti di liberarci dei due strani “piccioncini” quando vediamo avvicinarsi due agenti della polizia ferroviaria che, avendo sentito le ultime esternazioni, prendono i due ragazzi e li portano fuori dalla stazione.

….è successo davvero?

E ora le nomination

In attesa di sapere da voi quale delle tre storie sia quella falsa, ecco le nostre 5 nomination:

inviaggioconlebrioches di Laura

lemurinviaggio di Lemu Rino e Lemu Rina 😉

guardoilmondodaunoblo di Emily e Matteo

iltuopostonelmondo di Cristina

allaprossimafermata di Silvia e Gian Luca

Non vediamo l’ora di leggere le vostre storie!

xoxo

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8 thoughts on “#èSuccessoDavvero?

  1. La tipa del terzo episodio mi ricorda il tipo della metropolitana di cui racconto nel mio post. Perciò, dopo quella disavventura, non mi stupirei se fosse vero. Mi aspetto che il fake sia la storia dell’ allergia al gattino. E che era proprio socievole? Ringrazio voi per aver partecipato. Vi abbraccio viaggiatori!

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