Varsavia e la sua elegante malinconia – Parte I

C’è chi in inverno va a godersi il caldo dei Caraibi e delle Maldive e chi come noi va a …. Varsavia. Sì, avete capito bene, siamo andati a -5, come se il freddo (umido) della riviera romagnola non fosse già sufficiente 🙈.

Eravamo già stati in Polonia a visitare Auschwitz e Birkenau (prima o poi dovremo scrivere un post in merito) ed eravamo rimasti affascinati dall’ermetismo e lo spirito dei polacchi, quindi perché non continuare la scoperta di questo paese?

Diciamo che quello che ha caratterizzato il nostro weekend è stato il tempo variabile: siamo arrivati con una bella bufera di neve …

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per poi proseguire con una giornata di sole, una di leggera pioggia e terminare nuovamente con il sole.

Varsavia si è rivelata una città STRANA. È la capitale del paese ma non è stata quella la sensazione che ci ha trasmesso, anzi. A tratti si è presentata austera, malinconica, talvolta quasi eclettica. Ordinata, pulita, elegante, colorata sono solo alcuni aggettivi che ci vengono in mente pensando a questa città che ha dato i natali a Chopin, Marie-Curie e Tamara de Lempicka.

Non vi nascondiamo che arrivare con una bufera di neve in corso non ci ha fatto ben sperare sulla buona riuscita del weekend, ma era un rischio/eventualità che avevamo calcolato viaggiando in febbraio. Crediamo che Chopin si sia messo una mano sul cuore e ci abbia visto – infreddoliti come pulcini e ricoperti di neve in mezzo alla strada in un venerdì sera – e abbia chiesto cortesemente al cielo di avere pietà per le giornate successive 😅.

Sabato mattina ci siamo svegliati con uno splendido sole che lentamente tentava di sciogliere la discreta coltre di neve che si era formata il giorno precedente. Ne abbiamo approfittato per visitare subito il Park Lazienki, uno splendido parco situato a sud della città al cui interno si trova l’altrettanto noto Palazzo sull’Acqua, il Belvedere e l’anfiteatro romano.

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Palazzo sull’Acqua
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Anfiteatro romano
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Anfiteatro romano
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Belvedere

Passeggiare in questo parco ricoperto di neve i cui riflessi erano in grado di accecarti, con un silenzio quasi surreale appena interrotto dalle risate spontanee dei bimbi o da qualche scoiattolo che saltellava da un albero ad un altro alla ricerca di qualche cosa da sgranocchiare è stato a dir poco piacevole e suggestivo.

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La mattina è stata trascorsa così, in relax e respirando a pieni polmoni l’aria fresca e talvolta tagliente dell’inverno polacco.

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Non vi nascondiamo che in certi momenti avremmo voluto avere una bella coperta e una tazza di tè caldo per goderci il sole e la neve seduti su una panchina.

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(sì, vi abbiamo un attimo bombardato di foto del parco, non vogliatecene… ci è piaciuto proprio tanto! 😍)

Il pomeriggio lo abbiamo dedicato alla visita della città vecchia (Stare Miasto), quasi completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale e ricostruita con molta cura, cercando di utilizzare il più possibile i materiali originali, tanto da valergli l’inserimento nel 1980 tra i patrimoni dell’umanità UNESCO. Il centro storico è uno splendido connubio di edifici dalle facciate colorate, chiese e viuzze dove perdersi sempre con il naso all’insù.

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Delle mura cittadine è rimasto, purtroppo, poco.

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I resti più importanti si trovano al Barbacane, antica struttura a scopo difensivo che in passato permetteva l’accesso al centro storico.

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Nella Piazza del Castello Reale (Plac Zamkowy) si trova – oltre alla Colonna di Sigismondo – appunto il Castello Reale che abbiamo visitato la domenica sfruttando l’ingresso gratuito 😉.
Da lì si procede verso la Piazza del Mercato della Città Vecchia con al centro la statua della sirena, simbolo di Varsavia (sapevate che la leggenda narra che questa statua sia la sorella della Sirenetta di Copenhagen?).

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È una piazza caratterizzata da meravigliosi edifici (anch’essi vittime dei bombardamenti e ricostruiti) dai colori vivaci.

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A fine febbraio erano ancora presenti la pista di pattinaggio su ghiaccio e varie bancarelle che vendevano vere e proprie delizie del palato, a parer nostro mercatini di Natale un tantino prolungati….😆

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Dalla Piazza del Mercato si arriva in pochi minuti alla Città Nuova (Nowe Miasto), anch’essa distrutta quasi interamente durante la guerra e ricostruita. Da Ulica Freta si arriva alla piazza del Mercato della città nuova e si prosegue nella passeggiata circondati da un numero decisamente abbondante di chiese.

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Chiesa di San Casimiro

Una di queste, la Chiesa della Visitazione della Beata Vergine Maria, si trova vicino alla statua di Marie Curie e ad un punto di osservazione dove ammirare la città sull’altra sponda della Vistola, ossia il quartiere Praga, un quartiere che sfortunatamente non abbiamo visitato e che, a quanto abbiamo potuto capire, si sta popolando di artisti e musicisti e sta cercando di uscire dal suo stato di forte decadenza.

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Vista della città dal punto di osservazione

“That’s all folks” … almeno la prima parte!

xoxo

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40 thoughts on “Varsavia e la sua elegante malinconia – Parte I

  1. Che meraviglia, ci sono stata ma faceva troppo freddo per godermela a pieno…. se ti è piaciuta Varsavia vai a Cracovia. E’ FAVOLOSA. Sfortunatamente Varsavia essendo stata pesantemente bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale ha perso moltissimo del fascino originale e molto è stato “ricostruito”… E’ una città che però ha saputo rimettersi egregiamente in piedi e di questo bisogna dare atto ai polacchi. ❤

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    1. Cracovia è nella lista delle prossime mete europee, in molti ce ne hanno parlato davvero bene. Quanto a Varsavia, raramente si vedono esempi di ricostruzione così ben fatti ma abbiamo apprezzato molto anche il non voler dimenticare il passato.
      Grazie per la visita 😘
      Eri&Fabio

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    1. Personalmente non sapevo esattamente cosa aspettarmi nonostante la guida acquistata ed aver letto decine di articoli dai blog, quindi è stato ancora più bello scoprirla!
      Sto finendo di scrivere la seconda parte, spero ti faccia venire ancor più voglia di partire per la Polonia!
      A presto
      Erica

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  2. Nonostante la Polonia mi affascini ed abbia adorato le due città visitate fino ad ora, Varsavia non mi “tira” per niente. O meglio, non mi tirava. Ultimamente ho letto vari diari di viaggio e i commenti, se pur non super entusiasti, sono stata in larga parte positivi. Nella mia lista vengono comunque prima Danzica e Cracovia, ma un giorno chissà 😀

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    1. Anche noi avevamo a tiro Cracovia poi per motivi di budget e volo siamo andati a Varsavia. Ti garantiamo che visitarla vale assolutamente la pena per il suo fascino malinconico che la rende decisamente inusuale.
      Grazie per la visita 😉

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  3. Ma Varsavia è stupenda *-* con la neve devo dire molto suggestiva, anche se pensando al freddo probabilmente io sarei andata in giro possibilmente in stile involtino di coperte!!
    Il centro storico con le casette colorate è una vera meraviglia, e meno male che è spuntato il sole, rende davvero giustizia ai colori e all’atmosfera del posto!
    Adesso sono super curiosa di leggere anche del cibo 😉

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    1. Il centro storico è una bomboniera e devo dire che hanno fatto un super lavoro di restauro….Appena torniamo ci mettiamo subito al lavoro per seconda parte e cibo che…. non è proprio leggerissimo ma è boooooono!

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  4. Ciao! Ci sono stata a inizio dicembre, clima nuvoloso ma clemente a livello di temperatura (c’erano 6-7 gradi per fortuna, contrariamente alle temperature in picchiata dei giorni seguenti!). Il parco Lazienki anche a me è piaciuto molto, ho inseguito uno scoiattolo birichino per un tempo interminabile prima di fare una foto decente 😀

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  5. L’eleganza, la malinconia e il decadentismo sono le cose che mi più fanno innamorare di una città, soprattutto se è dell’Est Europa. Davvero bello il parco con la neve *_* siete stati fortunati che la bufera si sia dissolta “per grazia di Chopin”…a saperlo lo rievocavo anch’io a Cracovia! 😉
    Non vedo l’ora di leggere il resto, soprattutto del cibo!
    Hahaha ma non era il caso di cambiarlo il vestitino alla Barbie in Polonia con quel freddo?! 😛
    A presto!

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    1. A dover di cronaca questa volta (fatto alquanto raro) ero stata io ad aver dei dubbi sulla destinazione, ma sono stata contenta di essermi ricreduta. Varsavia ti lascia a tratti interdetta a tratti con la bocca aperta.

      La parte sul cibo è work in progress 😆
      Ps. Hai ragione, siamo stati dei disgraziati, l’outfit invernale non è arrivato in tempo….al prossimo viaggio glaciale sarà esteticamente perfetta!
      A presto e grazie per essere passata 😉

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